RollerInline – freestyle
09 – 20 luglio 2026, Roma
di Domenico Valente
ph @storiediroller
Piazza dei Cinquecento, davanti alla Stazione Termini, per dieci giorni si è trasformata nel centro del pattinaggio freestyle italiano. E in questi giorni di Campionato Italiano, tra tutte le regioni in gara, il Veneto si è preso una scena tutta sua — a partire da Verona.
Un torneo, quello di Roma, che seleziona i migliori d’Italia.
Prima di raccontare le gare, vale la pena ricordare cosa significhi davvero arrivare fino a qui. Gli atleti in pista a Roma non sono una selezione casuale: sono il prodotto di mesi di selezioni provinciali e regionali che, categoria per categoria e specialità per specialità, hanno individuato i migliori d’Italia. Il Campionato Italiano è l’evento conclusivo della stagione agonistica, il punto in cui tutto il lavoro di un anno — di atleti, tecnici e società — trova la sua verifica definitiva.
Il programma, distribuito su dieci giornate dal Giovedì 9 luglio a Lunedì 20 luglio , ha attraversato tutte le specialità di un fitto calendario pensato per ospitare tutte le discipline dell’Inline Freestyle — Speed Slalom, Classic Freestyle Slalom (singolo e a coppie), Roller Cross, Battle, High Jump, Free Jump e Slide — e tutte le categorie, dai Ragazzi ai Master.
Il caldo che ha cambiato le regole

pubblico/atleti colpiti dal caldo dopo le qualifiche
Non si può raccontare questa edizione senza parlare del caldo. Nei giorni centrali della manifestazione le temperature percepite sulla pista di marmo hanno sfiorato i 40 gradi, complice anche la superficie che, esposta al sole per ore, ha finito per restituire calore oltre il previsto. Di fronte a condizioni che mettevano a rischio la salute degli atleti — diversi dei quali, e anche alcuni spettatori, hanno accusato malori nelle ore più calde subito dopo le qualifiche — le autorità competenti hanno disposto lo stop delle attività in pista dalle 12:30 alle 17:00, riorganizzando di fatto l’intera giornata di gara attorno alle ore più fresche del mattino e della sera.
Alle difficoltà climatiche si è aggiunta, nella serata di venerdì, una sequenza di complicazioni che ha finito per esasperare gli animi del pubblico presente a bordo pista. Il campo gara non disponeva di un impianto di illuminazione sufficiente a reggere gare in notturna, e la situazione è precipitata quando le batterie hanno iniziato ad accumulare ritardo a causa dei numerosi ricorsi presentati sui tempi delle run appena concluse: ogni verifica ha comportato uno stop del programma, con conseguente slittamento delle categorie successive rispetto alla scaletta prevista. A complicare ulteriormente le cose, il personale sanitario e l’ambulanza di servizio non potevano prolungare la propria presenza oltre l’orario stabilito, un vincolo che ha reso impossibile proseguire in sicurezza. La commissione di gara ha così deciso di rinviare la finale dei Ragazzi Maschili alla giornata di sabato, quando si è poi effettivamente disputata e conclusa.
Una scelta di buon senso, che però non è passata senza malumori tra gli spettatori, arrivati in tanti per assistere fino in fondo alle gare della propria categoria. Le tensioni si sono stemperate solo nel finale di serata, quando al pubblico è stato eccezionalmente concesso di scendere in pista per avvicinarsi al podio durante le premiazioni.
Il percorso: travertino, basaltina e nervi saldi

Alice Giardini in azione
Il tracciato di Roller Cross allestito in Piazza dei Cinquecento non stupisce per l’originalità architettonica, ma per la quantità di insidie tecniche che è riuscito a concentrare in pochi metri quadrati. Lungo i 295 metri del percorso si alternano bank in curva, rampe, un campo minato di ostacoli ravvicinati che mette a dura prova equilibrio e reattività, sottopassi che costringono i pattinatori ad abbassarsi in pieno lancio, e le gimkane — sezioni a slalom stretto che spezzano il ritmo e obbligano a un controllo di traiettoria millimetrico — alternate a curve a gomito, dove il pattinatore deve chiudere l’angolo quasi di netto, senza lo spazio per allargare la linea come si farebbe su una curva più ampia.
Ma è il primo tratto del tracciato, quello di partenza, a restare impresso più di ogni altro. Al via, gli atleti si trovano davanti 25 metri di rettilineo in pura accelerazione — spazio sufficiente per lanciarsi a piena velocità, spalla contro spalla, nel tentativo di guadagnare la posizione migliore prima del primo vero bivio della gara: una rampa che li scaraventa dritti contro la prima curva a gomito. È il momento più delicato e spettacolare di ogni batteria. Con quella velocità accumulata in appena 25 metri, frenare in tempo per chiudere l’angolo diventa una scommessa contro la fisica: più di un atleta, in questi giorni, è arrivato a sbattere contro le paratie di protezione proprio in quel punto, incapace di dissipare tutta la spinta presa in partenza. Un imbuto di adrenalina condensato nei primi secondi di gara, che da solo vale la voglia di vedere una batteria dal vivo.
Non è un caso che, in gran parte delle batterie di questi giorni, sia stata proprio quella prima curva a indirizzare l’esito della gara: chi la impostava bene si guadagnava un margine quasi incolmabile sul resto del giro, mentre chi sbagliava la frenata restava spesso tagliato fuori — indipendentemente dal tempo fatto segnare in qualifica. Una chiave di lettura che aiuta a spiegare perché, come si vedrà più avanti, il cronometro più veloce non sempre ha coinciso con l’oro.
A complicare ulteriormente le cose ci ha pensato la pavimentazione stessa: la piazza, rivestita in travertino e basaltina, è una superficie elegante ma estremamente liscia, pensata per il passeggio pedonale più che per la tenuta delle ruote in pattinaggio da competizione. Le gomme più morbide — quelle che normalmente garantiscono più aderenza — hanno sofferto proprio su questo tipo di fondo, restituendo un grip meno prevedibile del solito nei punti di frenata e curva. Un dettaglio che, unito a rampe, bank e gimkane ravvicinate, ha reso il tracciato molto più insidioso di quanto la sua planimetria potesse far pensare a un primo sguardo da bordo pista.

azione in battaglia durante una batteria
Verona capitale del freestyle veneto
Se il Veneto ha lasciato il segno a questi Campionati, buona parte del merito va a Verona.
Roller Club Scaligero

Giovanni Ferron in azione
Il nome che più di tutti racconta la giornata veronese è quello di Giovanni Ferron. Nel Free Jump ha conquistato il titolo italiano Allievi Maschile superando l’asticella a 130 cm. Nel Roller Cross ha invece firmato il miglior tempo assoluto delle qualifiche Allievi Maschile, fermando il cronometro in 45″924 — un tempo che nessun altro atleta della categoria è riuscito ad avvicinare in qualifica. In finale, però, il cronometro più veloce non è bastato: nelle batterie a eliminazione diretta Ferron si è dovuto arrendere a Alessandro Rivetti (Gepa Lion Skate), che ha conquistato l’oro nonostante un tempo di qualifica di 48″061, relegando Ferron all’argento. Un ribaltone che racconta bene la natura del Roller Cross, dove il tempo di qualifica apre la porta alla finale ma non garantisce nulla una volta che si gareggia fianco a fianco.

Per dare la misura della categoria — senza naturalmente mettere a confronto classifiche che restano distinte — vale la pena ricordare che il salto più alto dell’intero Free Jump è stato quello di Gianmarco Savi (Felix Fiorenzuola) tra i Seniores Maschili, con 160 cm, mentre tra gli Juniores il migliore è stato Antonio Paoletta (Astro Roller S.) a quota 150 cm. Un dato che colloca i 130 cm di Ferron in una prospettiva di crescita generazionale: è già a un passo dalle quote che si vedono nelle categorie più esperte.

Matilde Tosoni in azione
Il Roller Club Scaligero non si esaurisce in Ferron. In Roller Cross arrivano piazzamenti di peso anche da Matilde Tosoni, che pur avendo firmato il miglior tempo di qualificazione della categoria Ragazze Femminile deve accontentarsi dell’argento in finale, superata da Alessia Massa (Sea Ssd Rl) — lo stesso copione visto con Ferron, a conferma di quanto le batterie ad eliminazione diretta possano ribaltare le gerarchie del cronometro. Completano il quadro Gabriele De Angelis (11° in finale Allievi Maschile), Filippo Cavarzere (21° Allievi Maschile), Leonardo De Angelis (22° Ragazzi Maschile), Arianna Valente (16ª Allievi Femminile), Lucia Bonadomane (32ª Allievi Femminile) e Anita Dalla Bă (13ª Ragazze Femminile).
Verona Skates A.S.D.

Sul fronte femminile Allievi, il titolo porta la firma di un’altra società scaligera: Alice Giardini, di Verona Skates A.S.D., vince l’oro in Roller Cross e firma anche il miglior tempo assoluto di qualificazione della categoria, 48″676 — non un record di pista, va precisato, dato che il tracciato di Piazza dei Cinquecento non è un circuito stabile e omologato, ma comunque il riferimento cronometrico più veloce della categoria Allievi Femminile. Verona Skates si conferma anche tra i Juniores Maschili, dove Alessandro Tinazzi conquista il bronzo con un tempo di 45″255. Da segnalare anche Adrian Velasco, ottavo in finale Roller Cross Allievi Maschile.
A completare il tris veronese c’è Jolly Skate Inline, con Anita Carniti che si mette in mostra sia nel Free Jump Juniores Femminile sia in Roller Cross, dove chiude 14ª nella finale Juniores Femminile.
Le altre province venete
Il contributo del Veneto a questi Campionati non si esaurisce a Verona: altre società della regione hanno messo a segno risultati solidi, a conferma di un movimento che cresce in profondità e non solo nei singoli poli di eccellenza.
Costabissara Pattinaggio (Vicenza) è probabilmente la seconda voce più ricca di tutto il fronte veneto. Nel Roller Cross arriva un argento pesante: Francesco Dalla Stella si ferma a un soffio dall’oro nella finale Ragazzi Maschile, chiudendo secondo in 50″830. Completano il quadro Elia Brazzarola (5° Ragazzi Maschile), Alessandro Grillo (4° Allievi Maschile, a un passo dal podio), Pietro Vecchiato (13° Juniores Maschile), Damiano Albiero (13° Seniores Maschile) e Riccardo Rienzo e Tommaso Rella (rispettivamente 12° e 19° Seniores Maschile), oltre a Elisa Lorenzato (37ª Allievi Femminile). Nel Free Jump, invece, si erano già messe in mostra Sofia Stagliano’ (quinta Juniores Femminile a 110 cm) e lo stesso Damiano Albiero (settimo Seniores Maschile a 130 cm).
Da Este, in provincia di Padova, arriva Asd Rollereste, protagonista di una delle rimonte più belle della giornata: Emanuele Tamiazzo parte diciottesimo nelle qualifiche Seniores Maschile e chiude settimo in finale, un balzo netto reso possibile proprio dal formato a eliminazione diretta del Roller Cross. Nello stesso club da segnalare Tommaso Tamiazzo(12° Juniores Maschile), Alessandro Bonifacci (13° Allievi Maschile, oltre al piazzamento nel Free Jump), Nicole Visentin (8ª Ragazze Femminile) e Anna Trentin (19ª Allievi Femminile).
Presente anche D’Arkangel A.S.D., con Laura Maria Brunetti al via nella categoria Seniores Femminile, chiusa in tredicesima posizione.

Sempre dal Veneto arrivano risultati di rilievo anche da Vicenza e Padova. Explorers Asd (Vicenza) porta a casa un’altra medaglia d’oro veneta: Dilush Sheren Dehiwatthage centra la doppietta qualifica-finale nel Roller Cross Ragazzi Maschile, conquistando il titolo dopo aver già firmato il miglior tempo assoluto della categoria. Da Original R.S.(Padova) arriva invece l’argento di Eddy Maragno nel Free Jump Seniores Maschile, con un salto da 155 cm.
Un movimento che cresce
Il quadro va letto anche alla luce dei numeri complessivi della manifestazione: quest’anno a Roma sono arrivati 600 atleti da tutta Italia, un record di partecipazione per il Campionato. In questo contesto, la capacità delle società venete — e in particolare di quelle veronesi — di piazzare atleti ai vertici in discipline e categorie diverse, dai più giovani ai Seniores, racconta qualcosa che va oltre il singolo risultato di giornata: parla di un lavoro di base strutturato, che sta portando frutti lungo tutta la piramide agonistica regionale.
Dietro le quinte: organizzare un Campionato Italiano

Staff – Universe Skating Asd
Dietro dieci giorni di gare c’è un lavoro che parte molto prima dell’inizio della manifestazione. A raccontarlo è Francesco Mazzesi, presidente di Universe Skating Asd — la società organizzatrice — oltre che membro della Commissione di Settore Inline Freestyle di Skate Italia e consigliere del settore Action nel Comitato Regionale Lazio: «Organizzare un Campionato Italiano come questo richiede oltre quattro mesi di preparazione, direi tra i quattro e i cinque mesi di lavoro», spiegando che la fase più delicata è quella iniziale, dedicata all’ottenimento di tutti i permessi necessari per gareggiare in una location come Piazza dei Cinquecento.
La sfida più complessa, però, è arrivata da un fattore imprevisto: «La difficoltà più grande è stata gestire tutte le prescrizioni legate agli spazi della piazza.» Essendo un’area rinnovata di recente e ancora interessata da lavori, le indicazioni sono arrivate poco alla volta nel corso dei mesi — distanze dalle nuove uscite della metropolitana, dalla corsia taxi, dal cantiere — costringendo a ridisegnare più volte il tracciato del Roller Cross.
Tre numeri, secondo Mazzesi, raccontano l’evento meglio di ogni parola: «Il primo numero è 600: sono gli atleti arrivati da tutta Italia» — un record di partecipazione per la manifestazione. Il secondo è 115.000, gli euro investiti tra allestimenti, personale e servizi. Il terzo è 15.300, le bottigliette d’acqua distribuite nei dieci giorni di gare. A questi si aggiungono i 15 volontari della società organizzatrice locale, Universe Skating, e i 10 giudici che si sono alternati nella turnazione lungo tutta la manifestazione.
Alla domanda se rifarebbe tutto da capo, l’organizzazione non nasconde la fatica di questa edizione: il caldo eccezionale, i continui aggiustamenti di orario per tutelare gli atleti e la gestione di un evento all’aperto per dieci giorni consecutivi l’hanno resa più impegnativa di un Campionato Europeo indoor di quattro giorni gestito in passato. «Se me lo chiedessi oggi, probabilmente risponderei di no. Ma c’è anche un’altra verità: per il pattinaggio farei sempre di tutto.»
L’ultimo giorno di Campionato

Con il recupero della finale Ragazzi Maschili, il Roller Cross ha ormai chiuso i conti in tutte le categorie, maschili e femminili. Oggi, domenica 19, resta una sola disciplina a completare il calendario del Campionato: l’High Jump, atto conclusivo di dieci giorni di gare. Un’edizione che si chiude così, con il Veneto — e Verona in particolare — che si porta a casa una delle pagine più ricche di questa manifestazione: partecipata, calda fino al limite del sopportabile, ma capace di regalare comunque grande sport.

Domenico Valente è nato a Canosa di Puglia (BT) il 05/03/1979. Residente a Villafranca di Verona. Fotografo e videomaker, ama raccontare per immagini i luoghi e i momenti dove le cose accadono davvero.
Scrive di roller inline, con l’obiettivo di far conoscere questo sport e le sue specialità. mimmovalente@gmail.com
Ha scelto Giovanisport anche per conseguire l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti.


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