Serie A
Hellas Verona- Udinese
di Mattia Tregnago
ph Francesco Grigolini

Sfida d’alta tensione nel derby del triveneto tra Hellas Verona e Udinese. Da una parte, bomber Davis e compagni vanno a caccia del secondo successo esterno dell’anno solare; sponda gialloblu, la banda di Zanetti necessita al più presto di racimolare punti per abbandonare le zone calde della classifica e mettersi in scia delle concorrenti alla salvezza.

Hellas Verona- Udinese: 1-3 (1-1)

Hellas Verona (3-5-2): Perilli, Slotsager, Nelsson, Ebosse, Lirola (23’st Niasse), Serdar (23’st Harroui), Gagliardini, Bernede (40’st Kastanos), Bradaric (40’st Oyegoke), Sarr (31’st Isaac), Orban. All. Zanetti

Udinese (3-4-2-1): Okoye, Bertola, Kristensen, Solet, Zanoli (32’st Ehzibue), Miller (32’st Zarraga), Kalrstrom, Ekkelenkamp (40’st Lovric), Zemura (44’st Goglichidze), Atta, Davis (40’st Gueye). All. Runjaic

Direzione di gara: Manganiello di Pinerolo

Reti: 23′ Atta (U), 26′ Orban (V), 13’st Zanoli (U), 21’st Davis (U)

 

Mister Zanetti, al calcio d’inizio, riconferma tutti gli interpreti scelti nella gara esterna di Cremona lo scorso weekend, ad eccezion fatta di Giovane, ceduto in settimana al Napoli. Al suo posto, Serdar lanciato nel cuore del centrocampo a supporto di Gagliardini, mentre Bernede, più dinamico ed imprevedibile, chiamato ad agire alle spalle della coppia d’attacco Sarr- Orban, nel ruolo di collante tra mediana e zona di rifinitura. Sulle corsie esterne, Bradaric e Lirola a completare l’equilibrato 3-4-3 congeniale al tecnico scaligero. D’altro canto, Runjaic dispone i propri ragazzi secondo i canoni 3-4-2-1, con Ekkelenkamp e Atta pronti ad agire alle spalle del perno offensivo Davis. Nelle prime battute di gioco gli ospiti si fanno preferire per intensità agonistica e gestione della sfera, mentre i padroni di casa, accorti e meno intensi, mantengono il profilo basso, in attesa di capovolgere rapidamente l’azione verticalizzando dalle parti di Lirola e Sarr, abile a mobilitarsi sulla catena di destra per poi accentrarsi dalle parti di Orban. Nelle zone centrali del campo, Miller e Karlstrom, entrambi strutturati, e coadiuvati da Ekkelenkamp, creano superiorità numerica a scapito di Serdar e Gagliardini. L’Udinese alterna fasi di costante pressione ad attimi di attesa, azzannando ogni velleità gialloblu sul nascere. Il terzetto difensivo bianconero mantiene alto il baricentro dell’intero assetto, mentre l’Hellas, poco incisivo, fatica a contenere l’impeto offensivo di un Udinese proiettato totalmente all’attacco una volta riacciuffato il possesso. Al 13′ Davis serve Miller al limite dell’area, conclusione a giro indirizzata verso il palo più lontano, Serdar si immola per la causa evitando guai peggiori. Al 20′ assolo personale di Karlstrom che, al limite dell’area, disturbato da Gagliardini, manca lo specchio della porta  alla destra di Perilli. Tre minuti più tardi Zemura conduce la sfera sino al limite dell’area, serve Atta che, dopo aver lasciato sul posto Lirola, da posizione defilata trafigge Perilli grazie ad una traiettoria a giro indirizzata verso il palo più lontano. Neanche il tempo di metabolizzare il vantaggio per Okoye e compagni che, al 26′, il ruggito di Sarr sulla catena di destra libera Orban in area, bravo a divincolarsi tra Solet e Kristensen spedendo la sfera nel sacco all’altezza del palo più vicino. Ristabilito il pareggio, i padroni di casa spazzano via ogni indugio ritrovando certezze e personalità nella gestione della sfera. L’Udinese allenta la presa contenendo egregiamente le folate offensive gialloblu, mosse dall’entusiasmo del pareggio. L’ultima nitida occasione della prima frazione si materializza sui piedi di Zemura, pescato in profondità da Atta, ma murato dalla risposta a mano aperta di Perilli.

Ad inizio ripresa il canovaccio dell’incontro sembra non mutare: il Verona ripropone il medesimo vigore agonistico e tecnico con cui si erano chiusi i primi 45′, verticalizzando prontamente senza ammettere circolazione di palla. Al contrario, l’Udinese predilige la manovra congeniata massimizzando ogni minimo errore tecnico concesso dai padroni di casa. La curva Sud si lascia andare ad una calorosa sciarpata a sostegno dei propri beniamini, mentre il Verona gradualmente dissipa ogni entusiasmo porgendo la guancia ad un Udinese speranzoso di poter scardinare la retroguardia scaligera. Al 58′ punizione di Zemura che si stampa sulla barriera, Nelsson respinge debolmente la sfera, all’altezza del lato corto dell’area di rigore si presenta Zanoli che, in controbalzo, spedisce il pallone sotto l’incrocio, togliendo le ragnatele dallo specchio della porta. Il Verona evaporizza rapidamente dal campo, l’Udinese sembra poter dilagare quanto prima. Sotto i colpi di Davis e compagni il Verona viene messo spalle al muro sotto l’aspetto tecnico, tattico e psicologico, concedendo, al minuto 61, una pericolosa rovesciata proprio all’ispirato Davis che sfiora la traversa. Al 66′ Atta impegna Perilli per vie centrali, mentre un minuto più tardi, a seguito di un’azione ben congeniata, lo stacanovista Atta libera Davis in profondità, la punta bianconera lascia partire un fendente fulmineo che s’insacca sotto il montante. Festa grande tra le fila bianconere, Verona al tappeto e senza risorse utili a disposizione per svoltare l’incontro a gara in corso. Con la forza della disperazione i gialloblu si gettano all’attacco sbattendo ripetutamente contro il muro difensivo issato dall’Udinese. Al 70′ Orban suona la carica concludendo centralmente da posizione invitante. E’ il sussulto della speranza, l’attaccante nigeriano è l’ultimo ad arrendersi tra le fila gialloblu. Il Verona cerca di colmare il blackout accusato nella prima parte della ripresa, il vigore offensivo però va scemando, nonostante l’apporto dei subentrati porti alla costruzione di qualche potenziale occasione da rete. Al 75′ Bertola interviene prodigiosamente sulla conclusione a rimorchio di Orban. L’Udinese affonda in ripartenza, ci pensa Slotsager all’83’ ad evitare il quarto gol bianconero di giornata. L’ultimo guizzo del match, all’ 88′, lo realizza Orban da calcio franco, Okoye però respinge centralmente.

Al triplice fischio, tripudio di gioia per Runjaic ed i suoi ragazzi, liberi di poter sognare addirittura una corsa alla zona europa più che mai aperta. Papabile scoramento e pioggia di fischi per i ragazzi gialloblu, sconfitti nuovamente tra le mura amiche, nonostante l’incessante sostegno da parte degli onnipresenti supporters per tutto l’arco dell’incontro. Ad un primo tempo di buon vigore atletico e tenuta psicologica all’altezza, nella ripresa i gialloblu cedono il passo ad un Udinese intenso, mordace e rinfrancato anche dai subentrati.

PAGELLE:

Perilli 6: evita guai peggiori compiendo un paio di interventi di rara fattura. Sulle reti subite nessuna evidente responsabilità.

Slotsager 5,5: fatica a tenere la posizione, si immola in un paio di occasioni, va in difficoltà come tutto il reparto quando l’Udinese affonda.

Nellson 5: Serata totalmente negativa. Non svetta sotto l’aspetto fisico, viene travolto dall’esplosività di Davis e devia maldestramente in occasione del 2-1.

Ebosse 5: Tra qualche buona chiusura e diverse incertezze, anch’egli soffre le rapide offensive ospiti.

Lirola 5,5: A corrente alterna spinge, sopratutto nella prima frazione. Soffre le sovrapposizioni, difensivamente poco collaborativo. ( 23′ st Niasse 5,5, partita complicata, non riesce a incidere)

Serdar 5: Partita maschia ma poca pulizia tecnica. Doveva essere la mezz’ala di qualità, invece è totalmente confusionario (23’st Harroui 6, ingresso positivo e frizzante)

Gagliardini 5,5: fa legna nelle zone centrali del campo, si sacrifica correndo più di tutti, ma viene sovrastato dai centrocampisti bianconeri.

Bernede 5,5: Vivace e propositivo nel primo tempo, nella ripresa cala di tono e non trova il giusto collocamento in campo. (40’st Kastanos SV)

Bradaric 5: sulla sua corsia l’Udinese crea i pericoli maggiori; inerme difensivamente, assente offensivamente. (40’st Oyegoke SV)

Orban 6,5: il migliore tra i suoi. Tiene viva la speranza sino all’ultimo, lotta tra i rocciosi difensori bianconeri, con grande tenacia anche se non sempre con la giusta freddezza.

Sarr 6: Prestazione generosa. Fa staffetta tra la corsia esterna e il centro dell’attacco, le sue cavalcate creano qualche grattacapo agli ospiti. Poco propositivo all’atto del dunque.

Zanetti 5: Nel primo tempo la squadra è viva e tenace. Reagisce dopo lo svantaggio e chiude i primi 45′ in crescita. Nella ripresa il crollo fisiologico rende tutto più semplice all’Udinese. Scarso nerbo difensivo e mentalità scorretta dopo lo svantaggio di inizio ripresa. Urgono rinforzi dal mercato e rientri dall’infermeria.

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