Davide Cavazza- Caldiero Terme
Intervista
di Mattia Tregnago
Dipingere una stagione sportiva pressoché perfetta è il sogno nel cassetto di ogni giovane calciatore del nostro territorio. Davide Cavazza, esterno d’attacco dell’ambizioso Caldiero Terme, sta affrescando, giorno dopo giorno, un’opera olio su tela rasente la perfezione. Cresciuto nelle giovanili del Verona sino all’U14, e successivamente approdato alla corte dei biancazzurri di Legnago, il tenace classe 2009 sta vivendo una stagione memorabile agli ordini di mister Daniele Lo Presti e del suo Caldiero U17, ad un tiro di schioppo dalla vittoria dell’ostico girone A del campionato èlite di categoria. Un ragazzo caparbio, risoluto e, allo stesso tempo, umile e disponibile, in ogni momento della partita, a sacrificarsi per un compagno di squadra. L’annata sportiva di Cavazza è stata ulteriormente impreziosita dalla convocazione del tecnico-selezionatore Ivan Galante nella rappresentativa regionale di categoria per la disputa del rinomato “Torneo delle Regioni”, svoltosi in Puglia la scorsa settimana. Un’esperienza unica, indimenticabile, il primo di una serie di lunghi, e tortuosi, obiettivi calcistici da raggiungere, con sacrificio e dedizione. «È stata una bella esperienza, perchè sono riuscito a legare ulteriormente con i miei compagni di rappresentativa del Veneto – afferma Cavazza in merito all’avventura in terra pugliese – È un ricordo che porterò nel mio cuore per sempre, presenziare ad un torneo di tale calibro non è scontato. In un certo senso, ho potuto respirare l’aria del professionismo, perchè attraversare tutta l’Italia e poi confrontarsi con ragazzi di pari età provenienti da luoghi diversi ti spinge ulteriormente a non mollare mai, ad abbassare la testa per focalizzarsi ulteriormente sull’obiettivo posto». Facendo un passo indietro, il giovane esterno termale ci racconta le prime sensazioni provate una volta ufficializzata la sua convocazione in Rappresentativa: «A novembre, quando è arrivata la chiamata, l’ho subito rivelato ai miei genitori, e la felicità era tantissima. Ero abbastanza sconvolto, non mi aspettavo inizialmente che mister Galante credesse così tanto in me. Gli scorsi mesi, quando mi allenavo con la Rappresentativa, ovvero tre volte al mese, ero consapevole di dover dare tutto, e soprattutto credere in me stesso, perché sapevo di poter raggiungere la tanto desiderata convocazione al Torneo delle Regioni».
Passando alle questioni di campo, Cavazza veste i panni del cronista per riassumere quanto di buono fatto, non senza rimpianti, dal sodalizio regionale in terra brindisina: «La prima partita, contro Sardegna, sabato 28 marzo, sono partito titolare, così come contro Molise. Ho mantenuto la titolarità per buona parte del match; a mio parere abbiamo disputato una buona gara, sebbene la Sardegna ci abbia stupito per organizzazione e proposta di gioco. Siamo riusciti a spuntarla per 2-0, siglando una rete per tempo con Sagrillo e De Marchi. Nella seconda gara contro Molise abbiamo un po’ sottovalutato gli avversari, eravamo convinti di ottenere il bottino pieno. E così nel primo tempo siamo andati sotto con un gol da corner, mentre nella ripresa abbiamo acciuffato l’1-1 con Sagrillo, ma non siamo stati lucidi. L’ultima gara del girone contro il Friuli, nella quale sono subentrato a gara in corso, la sconfitta maturata è stata beffarda. Nelle prime battute di gioco infatti siamo stati dirompenti, abbiamo mostrato di avere un passo maggiore rispetto agli avversari. Eppure, per un gol di differenza reti, siamo stati esclusi dalla fase finale. Dopo il tap in vincente di De Marchi nei primi minuti, siamo stati ripresi dal gol fortuito di Pittao. Nei secondi 45′, il pallino del gioco è stato per lunghi tratti nelle nostre mani, il Friuli però, alla prima ripartenza, ci ha purgato: 2-1. Negli ultimi minuti della terza gara contro Friuli, siamo stati un po’ ingenui perché cercavamo a tutti costi i tre punti, quando, in realtà, con un punto saremmo comunque passati. Al termine del torneo, il Friuli ha poi perso la finale contro Abruzzo, perciò aumenta il rammarico per ciò che poteva essere ed, a conti fatti, non è stato».
L’accoglienza dei pugliesi nei confronti della rappresentativa Veneto è stata calorosa e genuina, su questo non aveva dubbi nemmeno Cavazza: «Siamo stati ospitati all’interno di un resort presso Brindisi. C’era di tutto all’interno di questo villaggio: campi da padel, da tennis, ovviamente da calcio, piscine. Dal punto di vista logistico il torneo è stato organizzato molto bene, all’interno del villaggio non ci mancava nulla, e tutte le rappresentative, dall’U15 sino al Femminile, hanno dimorato in questo complesso turistico. Siamo stati ospitati alla perfezione, anche sotto l’aspetto dell’alimentazione, c’era qualsiasi tipo di cibo all’interno della mensa. Non ci è mancato nulla. Il primo bagno della stagione? Le piscine erano chiuse, ahimè. La pioggia e il vento hanno spazzato via i sogni di un tuffo, nonostante fossimo convinti di riuscirci (ride,ndr). Il sole è ritornato a splendere soltanto nel momento in cui eravamo prossimi al ritorno in Veneto».
Parole al miele spese poi dall’attaccante termale nei confronti dei compagni di squadra in Rappresentativa: «È un gruppo formato da ragazzi spettacolari, aver aiutato questi ragazzi a far parlare di loro mi ha riempito di gioia. Rappresentare una regione, la propria, è motivo di vanto. Inoltre, ero l’unico ragazzo proveniente dalla provincia di Verona, assieme a Cusini, del Villafranca U19, e ciò mi motiva ulteriormente. Il nostro, nonostante l’uscita anzitempo dal Torneo delle Regioni, è un gruppo coeso e ben amalgamato, e di ciò va ringraziata la Federazione, il mister e tutto il suo staff che ci supporta. Abbiamo costruito, allenamento dopo allenamento, la consapevolezza di poter puntare ad obiettivi ambiziosi». Dal punto di vista personale, Cavazza manda un messaggio incisivo e diretto a tutti i ragazzi che aspirano a traguardi grandiosi, da tagliare con tanto sudore e perseveranza: «A questi ragazzi, che lavorano sul campo giornalmente per raggiungere certi obiettivi, come li ho raggiunti io, dico di non sottovalutare mai se stessi, di dare tutto quello che si ha durante la settimana, per poi farsi trovare pronti il giorno della gara. Non devono mai mollare, ma prendere seriamente ogni impegno calcistico».
Analizzando invece l’annata sostanzialmente perfetta della formazione U17 del Caldiero, Cavazza rivela: «È stato un campionato iniziato non benissimo, infatti le prime partite abbiamo incassato qualche passo falso di troppo. Noi però ci abbiamo creduto sin dall’inizio, il gruppo è molto compatto, così come mister Lo Presti e il suo staff sono di altissimo livello. Da dicembre in poi, dopo la vittoria nello scontro diretto contro il Campodarsego per 3-0, abbiamo colmato gradualmente i 7 punti che ci separavano proprio dalla capolista Campodarsego, per poi scappare in fuga verso la vetta solitaria. Nel girone di ritorno abbiamo ottenuto sempre i tre punti, e qualora dovessimo battere anche il Malo nel recupero della scorsa giornata, ci laureeremo campioni con tre gare d’anticipo. In caso contrario, la festa sarà soltanto rimandata di una settimana. Primeggiamo con merito. Voglio esprimere parole di affetto e riconoscenza anche verso la società gialloverde, che ha sempre mostrato la giusta ambizione».
A poco più di due mesi dal termine della stagione, Cavazza tira le somme esaminando il proprio operato calcistico negli ultimi sette mesi di lavoro: «È stata un’annata fondamentale per la mia crescita. Dopo un avvio promettente, dal girone di ritorno in poi sono ulteriormente migliorato compiendo un’ulteriore step di crescita. Le mie caratteristiche peculiari, attacco della profondità e rapidità nel duello individuale, sono riuscito ad incrementarle nell’ultimo periodo. Con il Caldiero, sino ad ora ho siglato 17 reti e servito 10 assist; senza scordare l’esperienza in Rappresentativa. Non mi aspettavo di ottenere tutti questi risultati».
La conclusione perfetta per questa piacevole chiacchierata con Davide Cavazza ce la offre proprio l’esterno termale, questa volta in vesti di assistman, per un gol che dovrebbe far riflettere molti addetti ai lavori all’interno del mondo del pallone. Trattando il doloroso tema della Nazionale, Cavazza ci spiega perché, a suo vedere, i promettenti giovani della Primavera non riescono a sbocciare dopo aver approdato in prima squadra: «Negli scorsi giorni, dopo l’eliminazione della Nazionale, lo scoramento è stato tanto, anche perché io non ho mai visto realmente l’Italia ad un Mondiale. La mia opinione è che spesso, a molti giovani, viene preclusa la possibilità di fare esperienza, e dunque anche di azzardare qualche scelta. Dovremo essere più aperti all’errore, solo sbagliando un giovane può formarsi. Basti guardare i modelli di Germania e Spagna, che lanciano giovani talenti in prima squadra senza costringerli a stagnare in squadre di basso rango o nelle giovanili».
Il futuro calcistico è tutto nelle mani di ragazzi dediti, caparbi, modesti ma ricchi di ambizioni, come Davide Cavazza. Il primo di tanti quadri è prossimo alla definitiva stesura, ma la collezione artistica di Davide è destinata a pullulare di opere d’arte dal valore inestimabile e, perché no, di schizzi mal riusciti, da gettare. La fortuna aiuta gli audaci, e il solco calcistico tracciato dal giovane esterno termale, e da tutti i suoi compagni, dovrà essere il faro che illumina l’offuscato mondo del calcio, attualmente povero di aspirazioni e poco incline alla sfrontatezza.



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