Lo sport per la parità di genere
Serata Ater del 5 marzo 2026
di Rodolfo Giurgevich
foto di copertina tratta dal Docufilm di Marianna Montanini

Il 2026 è un anno di anniversari importanti. Ricorrono gli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana sancita da un Referendum cui poterono votare anche le donne le quali avevano potuto partecipare per la prima volta alle elezioni amministrative e poi al voto per i componenti dell’Assemblea Costituente.
Per questo motivo l’8 marzo di quest’anno avrà un significato speciale, perchè pur ricordando le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, le violenze e la disparità di genere sono ancora presenti perchè  nessun Paese ha raggiunto ancora la parità di genere.
Il mondo di oggi è più equo che mai per le donne e le ragazze, ma i progressi sono ancora lenti e piuttosto deboli.  

A Verona per promuovere la parità di genere, la Prima Circoscrizione e l’Associazione Biancarosa Onlus hanno organizzato una serata per far conoscere la fatica e l’impegno con i quali le donne – che fanno sport – devono sopportare  per superare ostacoli di ogni genere, prima di tutti il pregiudizio maschile, per arrivare al risultato il primo dei quali è il diritto allo sport per ogni genere.

” Il cuore oltre l’ostacolo ”

È questo il titolo di un documentario (progetto  e regia di Marianna Montanini) proiettato alla sala Ater: dalle pietre miliari di Sara Simeoni e Novella Calligaris, il docufilm ha proposto una serie di interventi di atlete impegnate in discipline sportive anche pesanti come  il motorally desertico, la pesistica, il calcio, la vela e il ciclismo con Paola Pezzo.
La “lettura” del lavoro di Marianna  attraverso le diverse testimonianze, si riassume in una sola parola: sacrificio.
Sacrificio per poter raggiungere un risultato sociale, non solo sportivo. Lo sport diventa quindi un passaggio importante sul percorso delle pari opportunità: il coraggio di tutte le atlete ne è dimostrazione e piccoli passi verso un futuro di parità.

Il dibattito conclusivo ha fatto emergere qualche considerazione:
Mario Marchi: « la soddisfazione è quella di far comprendere con il documentario, la fatica che fanno le ragazze per fare sport superando ostacoli di ogni tipo.»

Non solo curiosa la testimonianza di Marisol Righetti, 18 anni, unica giocatrice femminile di Football Americano (ruolo quarteback), nella squadra maschile dei Redskins Verona, che fa comprendere pregiudizi e la ridotta sensibilità: « la mancanza di privacy nello spogliatoio è già qualcosa di negativo, ma ancor più perchè sul casco  football helmet) di gioco ci hanno fatto mettere una croce per far capire che siamo donne: ci siamo sentite un bersaglio il che non è assolutamente piacevole.»

Infine da una platea quasi esclusivamente femminile ha preso la parola – illuminante ha detto Mario Marchi – Zaccaria Tommasi, general manager dell’Hellas Verona Women. « Dopo anni di gestione di un team femminile, non me la sentirei più di seguire squadre maschili; vedo le ragazze che giocano a calcio, più coraggiose, determinate e concentrate sul risultato; adesso il calcio femminile, sia pure meno fisico, è diventato più tecnico e spettacolare.»

Ha concluso Zaccaria Tommasi: « Mi spiace osservare che l’attenzione dei media sul femminile si sposta soprattutto sul risultato trascurando altri momenti più interessanti per le ragazze, per poter trascinare risorse (sponsorizzazioni ndr)  con opportunità bilaterale.»

 

 

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