Allievi Provinciali Under 17 -2^fase prim.-Vr – Girone D
Villa Bartolomea – Locara.
di Simone De Gregori.
Sette ragazzi in campo, una partita durata pochi minuti e una lezione di sport che vale più di qualsiasi risultato.
A.S.D. Villa Bartolomea – A.S.D. Locara interrotta al 7’ minuto del primo tempo
A.S.D. Villa Bartolomea: Cappellari G., Giacomelli, Scripcariu, Pislaru, Bassetto, Pellumbi, Cappellari A..
A disposizione:
Allenatore: Facchin Michele.
A.S.D. Locara: Gregori, Rosa, Faustini, Adami, De Gregori, Costanza, Burato, Baratello, Heer, Pompei, Peloso.
A disposizione: Dalla Gassa, Bon, Arinate.
Allenatore: Pompei Antonio con Gregori Andrea.
Direttrice di gara: Isabel Gabriel Dediu sezione di Legnago (Vr).
Note: Calci d’angolo 0-1.

Villa Bartolomea – Locara è stata una partita che purtroppo non è mai davvero iniziata. Non siamo qui a raccontare novanta minuti di calcio, azioni o gol. Oggi la cronaca lascia spazio a qualcosa di diverso, qualcosa che va oltre il risultato e oltre il campo. La gara si è interrotta dopo appena sette minuti di gioco. La squadra di casa, l’A.S.D. Villa Bartolomea, si è presentata in campo con soltanto sette ragazzi. Dopo pochi minuti l’infortunio di Pellumbi Devid ha costretto la direttrice di gara, Isabel Gabriel Dediu della sezione di Legnago, a fischiare la fine dell’incontro. Il regolamento parla chiaro: per giocare servono almeno sette calciatori in campo. Così la partita è finita quasi prima di cominciare. Quello che resta, però, è una storia che merita di essere raccontata. Perché quei sette ragazzi sono scesi comunque in campo. Nonostante tutto. Nonostante le difficoltà. Nonostante la consapevolezza di affrontare una situazione complicata. Hanno indossato la maglia, hanno guardato in faccia gli avversari e hanno dimostrato che la dignità sportiva vale più di qualsiasi risultato. E non è nemmeno la prima volta. Solo la domenica precedente, sul campo della Virtus Borgo Venezia, questi stessi ragazzi avevano giocato per tutti i novanta minuti in otto contro undici. Una partita durissima, affrontata con orgoglio e spirito di sacrificio. Il risultato finale, in casi come questi, passa inevitabilmente in secondo piano. Ciò che conta davvero è la scelta di esserci.
A questi sette ragazzi va un grande applauso.
Non devono sentirsi umiliati, non devono abbattersi e non devono pensare di essere soli. Al contrario: devono essere fieri di quello che stanno facendo. In un momento in cui sarebbe facile arrendersi, scegliere la strada più semplice e smettere, loro hanno deciso di restare. Hanno deciso di continuare ad allenarsi, di presentarsi alle partite e di difendere i colori della loro squadra. Questo è il vero significato dello sport. Dietro a questo impegno c’è anche il lavoro silenzioso e prezioso del loro allenatore, mister Michele Facchin. In una situazione che scoraggerebbe chiunque, continua a guidare questi ragazzi con passione, responsabilità e spirito educativo. Il suo ruolo va ben oltre quello di un semplice allenatore: è un punto di riferimento, un esempio di dedizione e di amore per il calcio e per i giovani. Ogni allenamento diventa un’occasione per insegnare valori che resteranno nella vita di questi ragazzi molto più a lungo di qualsiasi partita. Facchin non sta solo allenando una squadra: sta formando persone.
Ed è proprio da qui che deve nascere una speranza. Questi sette ragazzi rappresentano il cuore pulsante del Villa Bartolomea. Sono gli irriducibili, quelli che non mollano. Quelli che scelgono di esserci anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta. Il loro esempio dovrebbe diventare uno sprone per tutti gli altri. Per quei compagni che, per motivi diversi, hanno deciso di fermarsi lungo la strada. Il calcio è fatto di gruppi, di amicizia, di condivisione. Tornare a vestire questa maglia significherebbe dare una mano a chi oggi sta portando avanti la squadra con grande coraggio. In campo spesso sembra una sfida tra Davide e Golia. Nel calcio, come nella vita, le storie più belle nascono proprio da chi parte in salita e non smette di crederci. Di Davide abbiamo sempre bisogno. E forse oggi, su quel campo, ne abbiamo visti sette. Noi genitori continueremo a sostenere questi ragazzi nel loro percorso di crescita. Le difficoltà di oggi diventeranno esperienza domani. Quello che stanno imparando adesso li accompagnerà nella vita molto più di una vittoria o di una sconfitta. Perché le partite si possono perdere. Il coraggio di non arrendersi, invece, resta.
In una giornata così particolare non è mancato nemmeno un gesto di grande sportività da parte degli avversari. I giocatori del Locara, insieme ai due allenatori, hanno dimostrato sensibilità e rispetto nei confronti dei ragazzi del Villa Bartolomea. Sono arrivati parole di incoraggiamento e vicinanza, un invito sincero a non demordere e a continuare a crederci. Un gesto semplice che racconta il lato più bello dello sport. Il calcio giovanile non è soltanto competizione e risultato, è anche rispetto, condivisione e sostegno reciproco. In momenti come questi si capisce davvero il valore educativo del campo da gioco. Anche questo episodio deve essere uno stimolo ulteriore per i sette ragazzi del Villa Bartolomea. Sapere di avere il sostegno non solo dei propri genitori e del proprio allenatore, mister Michele Facchin, ma anche degli avversari, rende ancora più significativo il loro impegno. Oggi, comunque, tutti hanno imparato qualcosa.
Non mollate, Villa Bartolomea.

a sx mister Antonio Pompei del Locara, a dx mister Michele Facchin del Villa Bartolomea.

a sinistra capitano Gioele Peloso del Locara, la direttrice di gara Isabel Gabriel Dediu e capitano Cappellari Giacomo del Villa Bartolomea.

è nato a San Bonifacio il 03.12.1972.
Professione commercialista.
Segue le partite del Locara allievi provinciali under 17 per la stagione 2025/2026.


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