Serie A
Juventus-Hellas Verona
di Nicola Sordo
Ph: Francesco Grigolini
È finita l’agonia. Ancora prima di scendere in campo nella (sulla carta) proibitiva trasferta di Torino contro la Juventus, è calata la ghigliottina sulla testa dei gialloblù. La vittoria del Lecce a Pisa ha fatto calare il sipario su una stagione maledetta e della quale si attendeva solo il verdetto ufficiale. La squadra di Sammarco arriva allora all’Allianz Stadium senza nulla da chiedere alla classifica, se non quel rispetto della maglia invocato a più riprese dai tifosi. I tifosi, l’arma in più di un Hellas che la spedizione piemontese la affronta senza sciarpe gialloblù al seguito, causa l’ordinanza che ha vietato la trasferta ai residenti in Veneto.

Juventus – Hellas Verona 1-1
Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly (35’st Koopmeiners); McKennie, Locatelli, Thuram (1’st Vlahovic), Cambiaso; Ylidiz, Conceicao (35’st Zhegrova); David (24’st Miretti).
Hellas Verona (3-5-1-1): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Frese; Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede (35’st Harroui), Bradaric (26’st Slotsager); Suslov (26’st Lovric); Bowie
Direzione di gara: Ayroldi di Molfetta con Vecchi e Cavallina
Reti: 35′ Bowie (V); 16’st Vlahovic (J)
Ammoniti: Gagliardini, Frese, Locatelli, Bernede, Harroui.
Monologo Juve nel primo tempo, e non poteva essere altrimenti. I bianconeri di Spalletti hanno l’occasione di fare lo step decisivo per la qualificazione in Champions League. Difesa ordinata quella del Verona, la Vecchia Signora macina gioco e Montipò disinnesca la botta del frizzante Conceicao al quarto d’ora. Serve la traversa invece a stoppare Bremer, saltato in elevazione sul cross di Kalulu. Quando il momento sembra ormai propizio al gol della Juve, ecco l’imprevedibile. Bremer sbaglia appoggio in impostazione, Bradaric ringrazia e regala un cioccolatino solo da scartare a Bowie, lesto nel girare la sfera alle spalle di un Di Gregorio preso alla sprovvista. Cala il gelo sullo Stadium, stringe i pugni Sammarco che ha tutta l’intenzione di regalare un ultimo sorriso al suo popolo.

Nella ripresa è quasi attacco contro difesa. Ammirabile il temperamento dei gialloblù, che nonostante la situazione danno tutto e anche di più per bloccare le avanzate bianconere. Il muro scaligero cade a metà frazione, quando il subentrato Vlahovic trova impreparato Montipò su calcio di punizione e riporta la sfida in parità. La squadra di Spalletti si mette in modalità assalto, quella di Zanetti alza gli scudi a oltranza. Conceicao sbatte due volte sul portiere gialloblù, che al 91′ mette le unghie sulla rasoiata di Zhegrova deviandola sul palo quando lo Stadium era già saltato in piedi. Una serata che aumenta il rammarico per come è andata questa stagione maledetta, un pareggio che a nulla vale per la classifica, ma che rende perlomeno dignitosa l’uscita di scena dei gialloblù.

LE PAGELLE
Montipò 7: tutt’altro che impeccabile sulla punizione di Vlahovic, ma le tre parate su Conceicao e soprattutto l’unghiata nel recupero su Zhegrova hanno del miracoloso;
Nelsson 6,5: Yildiz è un cliente scomodo ma se la cava egregiamente, il turco non affonda mai;
Edmundsson 7: diga difensiva, si riparta da lui. Infonde sicurezza al reparto, si immola anche con il corpo all’occorrenza;
Frese 6: soffre le accelerazioni di Conceicao che però non punge, dedito prevalentemente alla fase di contenimento;
Belghali 5,5: poco incisivo sulla destra;
Akpa Akpro 6: solita sostanza senza picchi né in positivo né in negativo;
Gagliardini 6: fa buon filtro davanti alla difesa, sempre un po’ macchinoso con la palla tra i piedi;
Bernede 6: prova a dare brio tra le linee, non sempre puntuale in marcatura (35’st Harroui sv);
Bradaric 6,5: buono l’apporto sulla sinistra, ha il merito di sfruttare al meglio il regalo di Bremer e confezionare l’assist per Bowie (26’st Slotsager 6);
Suslov 6: la mina vagante dei gialloblù, collante tra centrocampo e attacco ed elemento sempre pericoloso (26’st Lovric 6);
Bowie 7: due palloni giocabili in 90 minuti, un gol e missile bloccato da Di Gregorio. Meglio di così, onestamente, era difficile;
Sammarco 6,5: il suo Verona è tutto cuore, con il nefasto verdetto già ufficiale la squadra offre una prestazione di abnegazione e intensità rovinando la festa alla Juve.

è nato a Legnago l’8 maggio 1995.
Laureato in Editoria e Giornalismo, collabora con la testata Giovanisport con la quale ha conseguito l’Iscrizione all’Albo dei Giornalisti.
Da agosto 2025 viene nominato Direttore Responsabile della testata Giovanisport.
E’ Addetto Stampa dell’Asd Villafranca.


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