Serie A
Inter-Hellas Verona
di Claudio Ferrari
Ph: Francesco Grigolini
Benvenuti alla Scala del calcio, le luci di San Siro illuminano un pomeriggio dai sentimenti opposti, quasi inconciliabili. Da una parte il nerazzurro della festa, delle bandiere al vento e dei cori che celebrano uno scudetto ed una coppa Italia conquistati con autorità e dall’altra il silenzio amaro di un Verona che saluta la Serie A dopo una stagione difficile, chiusa con la retrocessione. In uno stadio tutto esaurito, davanti a oltre settantamila spettatori, si intrecciano così due storie diverse ma ugualmente intense, la gioia travolgente dell’Inter campione d’Italia e la malinconia di una squadra che lascia il massimo campionato con il peso dei rimpianti. Sugli spalti è uno spettacolo continuo di colori, fumogeni e applausi. Il calcio, ancora una volta, mostra il suo volto più autentico, quello capace di unire trionfo e delusione nello stesso istante, nello stesso campo.

Inter Hellas Verona (0-0) 1-1
Reti: 47’ Edmundsson (AU), 90+1’ Bowie (V)
Inter (3-5-2): Sommer (dall’81’ Di Gennaro); Darmian (dal 63’ Dimarco), De Vrij, Acerbi; Luis Henrique, Diouf (dal 63’ Zielinski), Sucic, Mkhitaryan, Carlos Augusto; Martinez (dal 75’ Mosconi), Bonny (dal 63’ Esposito)
A disposizione: Martinez, Dumfries, Thuram, Frattesi, Calhanoglu, Barella, Akanji, Bisseck, Cocchi, Bastoni
Allenatore: Cristian Chivu
Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali (dal 61’ Akpa Akpro), Lovric (dall’84’ Vermesan), Gagliardini, Bernede (dal 46’ Harroui), Frese (dall’81’ Bradaric); Suslov (dal 61’ Sarr), Bowie
A disposizione: Perilli, Toniolo, Lirola, Slotsager, Niasse, Bella-Kotchap, Isaac, Fallou, Ajayi, Al-Musrati
Allenatore: Paolo Sammarco
Direzione di gara: Andrea Calzavara (Sez. AIA di Varese). Assistenti: Alessandro Costanzo (Sez. AIA di Orvieto), Matteo Passeri (Sez. AIA di Gubbio)
Ammoniti: Valentini (HV), Gagliardini (HV)

Formazioni in campo, nel Verona c’è la novità di Lovric a centrocampo, un minuto di silenzio con applausi per ricordare Evaristo Beccalossi.
Il Verona sembra entrato in campo con le giuste intenzioni, buon movimento e alcuni tentativi in avanti, nessun timore dell’Inter.
Grandissima occasione gol al 21’pt per i gialloblù con Lovric che si vede parare in due tempi un colpo di testa dall’interno dell’area piccola. Molto bene la squadra di Sammarco, che fino al 45’ è quella che si è resa più pericolosa. L’Inter non affonda, come si dice “partita presa sottogamba” con un solo tiro in porta di Martinez senza pretese. I ragazzi gialloblu si impegnano, non ci saranno altre occasioni per mettersi in luce. Il primo tempo si conclude sullo 0-0, poche le emozioni e un buon Verona mai inferiore all’avversario, fosse stata così negli scontri diretti probabilmente le cose sarebbero andate in un altro verso.

Nella ripresa l’Inter trova subito la rete con la testa di Bonny, anche se è Edmunsson che tocca con il petto sfortunatamente in rete.
Diciamo che il Verona è rimasto con la testa negli spogliatoi oppure l’Inter si è svegliata, in ogni caso i gialloblù sembrano ora in difficoltà.
Sarr al posto di Suslov, sulla carta sembra ora un Verona più offensivo. Il ritmo della gara è lento, lo spettacolo al Meazza lo fa il pubblico nerazzurro. Un bel tiro di Sarr viene parato da Sommer. Entra anche Vermesan al posto di Lovric e subito ne esce un tiro in porta della giovanissima promessa.
Sul finire riappare il Verona, mancano pochi minuti alla fine ed la squadra di Zanetti le tenta tutte per arrivare al pareggio, obiettivo raggiunto con Bowie che riceve a centro area, diciamo quasi un regalino dell’Inter.
Finisce in parità, buona partita del Verona contro un’Inter che ha smesso di giocare negli ultimi 15 minuti del secondo tempo. Bravo anche Vermesan, che all’ultimo minuto sfiora la traversa con un colpo di testa. Fischio finale ed inizia la festa nerazzurra.
Il Verona ha dimostrato di essere sul pezzo e non una squadro allo sbando, buona la prestazione contro una squadra stanca forse per la partita di Coppa Italia, forse per i festeggiamenti ma pur sempre l’Inter campione d’Italia.
Bene la promessa Vermesan e lo sfortunato Edmundsson che, nonostante l’autorete, ha salvato comunque la porta in tre occasioni. Sala stampa vuota, sono tutti a far festa per le vie di Milano, Hellas escluso.
LE PAGELLE di Enrico Spagnolo
Montipò 6, si salva con due miracoli su Mikitarian e Lautaro.
Nelsson 5.5 sul suo lato gli attaccanti avversari faticano, manca la motivazione.
Edmundsson 6 in difesa fa la differenza, sua la deviazione sul gol di Bonny, comunque una prestazione valida
Valentini 5.5 anche per lui pochi lampi di gioco, l’arbitro Calzavara gli nega il rigore
Belghali 5.5 non si fa intimidire davanti alla propria area ma dura solo un tempo, al 60’ Akpa-Akpro s.v.
Lovric 5 qualche occasione nei primi 45 minuti poi più niente, dal 84’ Vermesan si fa vedere con due tiri in porta.
Gagliardini 5 soffre la partita dell’ex, combatte, comprensibilmente demotivato
Bernede 5 impreciso, perde palloni pericolosi a centrocampo, lascia il posto nel secondo tempo ad Harroui 5.5 qualche sgroppata ma non cambia il ritmo dell’incontro
Frese 5.5 cerca di svolgere il compitino della domenica, senza luci ritmi soporiferi, dal 81’ Bradaric 6 solo per il lancio sul gol di Bowie.
Suslov 5 mette il fisico ma non basta, fuori al 61’ per Sarr s.v.
Bowie 6 ci crede fino all’ultimo secondo e rovina la festa ai primi della classifica, gol di precisione
Sammarco 5.5 traghettatore senza infamia e senza lode, due punti con le big ma zero quando serviva, le doti ci sono, peccato.

Claudio Ferrari è nato a Verona il 6.12.58. Appassionato di sport, è iscritto all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti Veneto come giornalista pubblicista. Scrive per Giovanisport cronache ed interviste per il calcio giovanile. Pubblica anche su altretà.it articoli che riguardano le esperienze di viaggio e vita sociale.


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