“Torneo “Under the Stars”
Juniores regionali
spareggio per qualificazione al quadrangolare finale
Crazy – Pro Sambonifacese.
di Simone De Gregori.

Al centro polisportivo “Avesani” di Via Santini, in palio c’è l’ultimo visto d’ingresso per il quadrangolare di sabato 6 giugno 2026 all’Olivieri Stadium di Verona del la seconda edizione del torneo “Under the Stars” categoria juniores. Di fronte, la Crazy Academy, seconda classificata del girone B, e la Pro Sambonifacese, che arriva dal girone A con un terzo posto in classifica che non ha per nulla soddisfatto la squadra rossoblù. Ad accogliere i protagonisti, un impianto che profuma di nuovo. Grazie agli interventi del 2025 finanziati dal PNRR, l’“Avesani” sfoggia oggi un tappeto verde in erba sintetica di ultima generazione, incorniciato da una pista di atletica e un’illuminazione a LED che nulla hanno da invidiare ai palcoscenici professionistici. Un restyling importante che ha trasformato il volto del centro, sebbene rimanga ancora un ultimo tassello da completare: quello dei locali spogliatoi. Esclusi dal piano di interventi straordinari, i blocchi di servizio attendono ora il prossimo passo dell’amministrazione comunale, che dovrà valutare tempi e risorse per armonizzare anche le aree tecniche agli alti standard del campo da gioco.

da dx Gasparini (Crazy), direttore di gara Sorio Federico e Lazzarin (Pro)

Crazy Academy  –A.S.D. Pro Sambonifacese 1921 2-4 (p.t. 2-0)

Crazy Academy:  Nani, L. Sartor, Pepe, Gasparini, T. Sartor (21’st Omorodion), Ligonzo (27’st Luciani), Recchia, Bissoli, Ortolani (40’st De Falco), Beghini, Cimadom.
A disposizione: Como, K. Ben Romdhane, Bazzoni, Ghirlanda.
Allenatore: Amir Ben Romdhane.

A.S.D. Pro Sambonifacese 1921: Villani, Biondaro, Rizzotto, Pegoraro, Sawadogo (1’st Piccoli), Lazzarin, Cecconato (1’st Mouhaimil), Michelin (1’st Belhai), Raguigue (1’st Rouchidi), Pellegrini, Kamalu.
A disposizione: Shytaj, Tizzano, Mainente.
Allenatore: Loris Fedrigo.

Direttore di gara: Federico Sorio sezione di Verona.
Reti: 23’pt aut Sawadogo (C), 26’pt Recchia (C) su rigore, 9’st Pellegrini (PS), 11’st Lazzarin (PS), 28’st Pellegrini (PS), 30’st Mouhaimil (PS).
Ammoniti: Pegoraro (PS), Lazzarin (PS), Kamalu (PS), Pellegrini (PS).
 Note: Recuperi: 2’ – 3′. Calci d’angolo 3-4.

La partenza dei padroni di casa è un concentrato di agonismo e intensità. I terminali offensivi Recchia e Ortolani creano costanti grattacapi alla difesa rossoblù, apparsa inizialmente in affanno. Dopo soli tre minuti, Recchia innesca dai venti metri Pepe che impatta al volo da dentro l’area, pur senza centrare lo specchio. La risposta ospite è affidata a capitan Lazzarin, il quale non riesce a concretizzare un lancio millimetrico di Pellegrini dopo un liscio di Kamalu. Al quarto d’ora, la Pro Sambonifacese si rende pericolosa: prima Kamalu si vede ribattere una conclusione a botta sicura, poi Cecconato impegna severamente Nani dopo aver recuperato palla sulla costruzione dal basso avversaria. Gli ospiti, tuttavia, peccano di sufficienza sotto porta e la dura legge del calcio li punisce al 23’: una conclusione dalla distanza di Pepe trova la sfortunata deviazione di Sawadogo, che spiazza Villani per l’1-0. Il raddoppio arriva tre minuti dopo. Recchia semina il panico al limite dell’area e viene steso da un intervento irruento dello stesso Sawadogo: dal dischetto, lo specialista Recchia non sbaglia. Lo scatenato Recchia sfiora poco dopo il tris a porta sguarnita su assist di Bissoli, mentre la Pro tenta di reagire con una spettacolare mezza rovesciata di Kamalu. Il primo tempo si chiude con un’imbucata per Bissoli che calcia largo e con un destro di Michelin, servito sempre da Kamalu, che trova un Nani reattivo nella respinta.

A bordo campo, Loris Fedrigo resta impassibile durante tutta la prima frazione, osservando quasi in silenzio il doppio svantaggio dei suoi. È però la calma che precede la tempesta: durante l’intervallo, il tecnico rossoblù alza la voce in un bordo campo diventato una polveriera. La scossa si concretizza con quattro sostituzioni immediate e un discorso non convenzionale che punta dritto all’orgoglio. L’avvio di ripresa rischia però di essere un colpo di grazia: dopo nemmeno un minuto, un’incomprensione tra Lazzarin e Piccoli spalanca la strada a Ortolani che tenta il pallonetto su Villani, tuttavia la palla si stampa sulla traversa. È il segnale della riscossa. Al 9’ il giovane Belhai – classe 2009 di ottima prospettiva – lavora un pallone ai venti metri e serve Pellegrini: il numero 10 controlla e trafigge Nani con un rasoterra teso a fil di palo. Passano due minuti e arriva il pareggio. Pellegrini si trasforma in uomo assist e pennella una punizione dalla sinistra: il tempismo di capitan Lazzarin è perfetto e in scivolata firma il 2-2. Il Crazy appare improvvisamente sulle gambe e al 28’ la Pro sorpassa: rimessa laterale fulminea di Rizzotto per Pellegrini che finta il tiro, salta l’uomo e scarica un destro violento per il 2-3. La chiusura dei conti arriva al 30’: lancio profondo di Lazzarin, Mouhaimil si avventa sulla sfera come un razzo, brucia il marcatore e firma il definitivo 2-4.. Il match si chiude dopo tre minuti di recupero assegnati dal direttore di gara Federico Sorio della sezione di Verona, autore di una prestazione diligente e sicura, con Omorodion che non riesce a sfruttare da posizione propizia l’ultima punizione servita al centro dell’area.

Mentre Pietro Recchia deve scappare per impegni personali, Luca Pepe è il volto della Crazy Academy. Suo il tiro che ha portato all’autorete dell’1-0.

 

da sx i marcatori della Pro Sambonifacese: Mouhaimil, Pellegrini (2) e Lazzarin

A fine gara, l’allenatore della Crazy Academy, Amir Ben Romdhane, analizza con lucidità la prestazione dei suoi e il percorso di crescita fatto nell’ultimo biennio. Vedendolo a bordo campo, con l’energia dei suoi 27 anni, lo si potrebbe facilmente scambiare per uno dei calciatori in distinta; invece, cronometro alla mano, ha guidato i suoi in una stagione da protagonista. «Nel primo tempo la differenza di categoria tra noi e loro non si è vista affatto: siamo stati bravi a imporre il nostro gioco e il vantaggio era meritato. Nella ripresa sono emerse la differenza atletica e l’intensità tipica di chi è abituato a certi ritmi. La Pro Sambonifacese ha una qualità individuale molto alta, specialmente davanti, e alla lunga ha inciso. Forse siamo stati meno solidi dietro rispetto alla prima frazione, l’impegno dei ragazzi resta però encomiabile.  La stagione è andata molto bene. Abbiamo superato la prima fase con grande tranquillità, addirittura con un mese d’anticipo. Nella seconda fase abbiamo raccolto ben 20 punti, venendo eliminati purtroppo solo per la differenza reti. Mi dispiace perché avremmo potuto raccogliere ancora di più vista la qualità della rosa, con tanti ragazzi che hanno trascorsi nei campionati Élite. Quest’anno siamo stati anche sfortunati, i molti infortuni ci hanno condizionato. Sono stati due anni bellissimi; qui ho mosso i primi passi come allenatore e quest’anno ho conseguito il patentino UEFA. Sono contento di quanto fatto con questa società, dove mi sono trovato davvero bene. Anche il torneo ‘Under the Stars’ si è rivelata un’esperienza stimolante: confrontarsi con realtà regionali è sempre un grande incentivo per la crescita di questi ragazzi».

Se Amir Ben Romdhane incarna la freschezza della nuova guardia, Loris Fedrigo rappresenta l’anima passionale e sanguigna del calcio veronese. La sua “sfuriata” alla fine del primo tempo, con i suoi sotto di due reti, è stata di quelle che lasciano il segno: un rimbrotto talmente energico da essere avvertito nitidamente a centinaia di metri di distanza, ben oltre le recinzioni dell’Avesani. È servita però una pausa ristoratrice al bar, a bocce ormai ferme, per veder comparire sul volto del tecnico della Pro Sambonifacese quel mezzo sorriso che finalmente allontana i “diavoli per capello” avuti per gran parte del match. Solo dopo che i suoi ragazzi hanno rimesso in piedi partita e qualificazione, Fedrigo ha sciolto la tensione. «Inutile nascondersi, il primo tempo è stato inaccettabile per una squadra con le nostre ambizioni — esordisce il tecnico con la voce ancora segnata dalle urla — e credo che i ragazzi abbiano capito bene il mio punto di vista nell’intervallo. Non era una questione tattica, ma di testa e di fame. Dovevamo reagire da squadra vera e, fortunatamente, nella ripresa ho visto un’altra marcia». Il tecnico rossoblù si gode ora il passaggio al quadrangolare, consapevole che la scossa è servita: «Siamo stati bravi a non perdere la bussola dopo il doppio svantaggio. I cambi ci hanno dato quella spinta che cercavo e la qualità davanti ha fatto il resto. Ora però non possiamo più permetterci certi approcci, specialmente se vogliamo dire la nostra sabato all’Olivieri. Ci godiamo questa qualificazione, ma da domani la testa è già al quadrangolare».

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