Intervista
Elena Cambiolo
di Mattia Tregnago
ph: Grana/FIDAL 

Un sorriso che vale più di mille parole. Elena Cambiolo, astro nascente dell’atletica, classe 2006, reduce da un appagante terzo posto ai campionati italiani assoluti di atletica nella categoria “200 metri”, si racconta con la naturalezza di chi, consapevole del proprio potenziale, aspira a palcoscenici sempre più prestigiosi, con la netta convinzione di come soltanto il lavoro quotidiano sul campo possa mettere a lustro tutte le doni incarnate negli ultimi otto anni, agli ordini di coach Andrea Rinaldi.

Fin dai primi anni di vita, lo sport ha recitato un ruolo chiave nella vita di Elena, sebbene le prime esperienze sul campo non riguardassero il mondo dell’atletica: «Inizialmente facevo baseball e softball, poi alle medie si fanno sempre gare di resistenza. Il mio professore dell’epoca insistette affinché provassi a fare atletica a San Bonifacio; dopo aver convinto i miei genitori, sono riuscita, nel 2018, ad entrare in questo mondo. Per una stagione svolgevo allenamenti sia di softball sia di atletica, poi mi sono buttata a capofitto su quest’ultima».
Come nelle migliori favole sportive, ad un primo approccio nato quasi casualmente, seguono successi di rilievo in un clima altrettanto bizzarro, ovvero il pesante (ma tanto “amato”, da Elena) periodo Covid: «Il 2019 mi ha visto gareggiare nei 1000 mt campestre; alla seconda uscita ho conquistato il primo posto. In quel periodo mi allenavo una sola volta a settimana, e iniziai a ottobre. Ho trionfato inoltre nei campionati Regionali specialità 60 metri. Grazie a questi successi ho partecipato alle competizioni nazionali “Cadetti” l’anno successivo. Ad aiutarmi fu soprattutto il Covid, per assurdo. Infatti andare in trasferta isolati mi permise di non subìre tutta la pressione mediatica a cui un atleta è sottoposto a quei livelli. Per me, svolgere gare di livello nazionale in quel periodo era come gareggiare con degli amici, scendevo in pista totalmente disinvolta, e ciò mi ha aiutato. Arrivai seconda nei 300 mt praticamente senza nemmeno accorgermene».

Tra il 2021 ed il 2023 Elena vive un periodo di assestamento, conquistando 2023 comunque un buon quinto posto ai Campionati Italiani Allievi di Caorle. Nella mente della giovane atleta alleggia l’idea di abbandonare il proscenio, il supporto della famiglia però è salvifico. Il 2024 regala invece gioie e dolori, accolti con perenne spirito costruttivo. Da una parte, la consacrazione definitiva non solo a livello nazionale, ma addirittura internazionale. Dall’altra, un doppio stiramento che rallenta bruscamente l’annata 2024/25: «Nell’estate 2024, a seguito della vittoria senza storie di Rieti nei 400 mt under 20 nazionali, ho avuto l’opportunità di gareggiare ai mondiali juniores di atletica svoltisi a Lima, in Perù. È stata un’esperienza a dir poco esotica, infatti è un ambiente totalmente diverso rispetto al nostro. Anche se siamo arrivati in Perù con congruo anticipo, adattarsi al clima e all’umidità di Lima è stato quasi impossibile. Alla mattina, per la città si trovavano pozzanghere d’acqua a causa dell’alto tasso d’umidità. Inoltre, gli spostamenti erano stressanti a causa del traffico intenso. Nonostante ciò, è stata un’esperienza indimenticabile. Io nasco come quattrocentometrista, nel 2024 però vengo frenata da due stiramenti, perciò la scorsa stagione ho potuto gareggiare soltanto indoor, vincendo il campionato juniores nazionale ad Ancona. Questo stop forzato mi ha permesso di dedicare maggior tempo alla patente e agli esami di maturità. Tutto sommato, ogni atleta vive storicamente un anno di stop, o comunque dove deve rallentare. Perciò ho accettato il destino senza troppi patemi d’animo. Sicuramente guardare da casa gli altri che gareggiano non è appagante, ma ho saputo rifarmi successivamente».


Nata per compiere alla perfezione il cosiddetto “Giro della Morte”, Elena, proprio a causa di questo infortunio, ha dovuto ridimensionare distanze e tempi. Velocità o resistenza, questo è ora il dilemma. Nel dubbio, meglio prepararsi su entrambi, sempre sotto l’attento sguardo di coach Rinaldi: «Per quanto riguarda l’allenamento, le vittorie più importanti della mia carriera raramente derivano da una preparazione ben precisa. Sicuramente preparare i 400 mt rispetto ai 100/200 mt è diverso, perché nelle distanze medio-brevi ci vuole maggiore intensità, io però cerco di allenare sia velocità che resistenza in un mix risultato fino ad ora vincente. Inoltre allenandomi con altri velocisti è inevitabile che da loro possa prendere ispirazione per migliorarmi, visto che, di natura, nasco per distanze di almeno 400 mt. Vivo molto alla giornata, ciò lo conferma anche gli allenamenti che preparo settimanalmente: sto seguendo le linee guida per preparare una gara di 300 mt circa, quindi via di mezzo tra i 200 ed il “Giro della morte” (400). Mister Rinaldi mi ha accolto nel suo gruppo nel 2019, agli inizi della mia carriera. È un allenatore che sa cosa fare, è competente e non mi rende difficile l’allenamento. Mi ritengo fortunata ad avere lui ed il suo gruppo di atleti. Infatti nel corso dell’allenamento c’è una componente di leggerezza e anche di serietà, alterniamo discorsi tecnici a battute per tagliare giustamente l’aria». 

Grazie agli ottimi risultati ottenuti sulle piste di Ancona, Rieti e Lima, nel 2024 arriva anche la chiamata del “Quercia Dao Conad Rovereto”, sancendo un passaggio importante nella carriera della velocista veronese: «Dal 2024 sono passata al team Quercia Conad Rovereto, dopo essere cresciuta nella Sambonifacese- Valdalpone. Prima di cambiare casacca, però, sono stata in grado, grazie al successo di Rieti descritto prima, di regalare all’atletica sambonifacese una medaglia d’oro che mai era stata conquistata, ciò ha reso il mio trasferimento più dolce. In questa nuova società (la Quercia Rovereto) balza subito all’occhio la positività dell’ambiente. Non sono l’unica ragazza proveniente da un’altra provincia a gareggiare con Rovereto, nonostante ciò tutti provano stima nei confronti di noi atleti. Mi sostengono sotto ogni aspetto, si fanno sentire sia quando vinci, sia quando c’è la necessità di una parola di conforto. Sebbene tutti assieme ci vediamo quattro o forse cinque volte all’anno (Elena infatti si allena tutt’ora al “Tizian” di San Bonifacio, ndr), in quei momenti l’amalgama che c’è tra noi è ottima. Rifarei la scelta di passare a Rovereto altre diecimila volte».
Appena tre settimane fa, doppio trionfo ai campionati nazionali di Molfetta; per Elena, un successo da condividere con amici, colleghi e familiari, onnipresenti al suo fianco: «La vittoria a Molfetta nei campionati nazionali 100 e 200 mt è stata strepitosa, erano presenti tante figure e colleghi della Quercia Rovereto, inoltre con me è venuta la mia famiglia. Nei 100 mt non sono partita bene, ma ho saputo recuperare. I 200 mt, nonostante il vento contro e la stanchezza delle prove precedenti, li ho conclusi con ottimi risultati. Al termine della corsa mi sono lasciata andare ad un’esultanza liberatoria, grazie alla quale sono riuscita a scaricare tutta la tensione dei giorni precedenti». 

 

E il movimento dell’atletica in quale stato di forma si trova? In continua crescita, afferma la Cambiolo: «A mio parere, il mondo dell’atletica sta molto bene ed è in crescita. Il nostro è uno sport dove i rancori non ci devono essere, siamo avversari per una manciata di secondi e poi torniamo a chiacchierare tra noi in modo civile e garbato. Con le altre atlete con cui gareggio, anche a 10’ dalla gara ci confrontiamo senza pressioni o retropensieri; a volte addirittura facciamo gossip, per usare un termine giovanile. In sostanza, se il movimento dell’atletica è così forte ed unito, sicuramente ne giovano anche gli atleti».

Tra la consapevolezza dei propri mezzi e la conoscenza dei propri limiti, Elena tenta di allontanare qualsivoglia pressione esterna dovuta a successi sempre più prestigiosi: «La consapevolezza di essere tra i primi in Italia è più una soddisfazione che un peso. La pressione c’è, ma cerco di accantonarla. Negli occhi di chi mi segue giornalmente, vedo a volte la gioia, a volte il rimpianto, anche se cercano sempre di trasmettermi,  sia tecnici, amici sia famiglia, orgoglio e totale fiducia. Vivo i successi con la consapevolezza che non sempre si può vincere, anzi. Piansi prima di una sfida indoor al ritorno dall’infortunio, dopo quell’esperienza negativa mi promisi che non sarei mai più dovuta star male per una gara in pista. Non ne vale la pena di scendere in pedana con l’ansia che ti mangia da dentro togliendoti il fiato.  Devo accettare i risultati che ottengo, perchè la consapevolezza di aver dato il massimo mi fa capire che più di così difficilmente avrei potuto fare. Assieme a me, tanti velocisti giovani stanno portando in alto il nome dell’atletica, far parte di questi mi rende orgogliosa. Non nascondo di avere qualche difetto. Nei recenti campionati assoluti , disputati lo scorso weekend, sono arrivata terza ai 200 mt per questione di otto centesimi. La mia partenza è stata fallace, i commentatori TV hanno sentenziato che, da come sono partita, sembrava dovessi correre per 800 mt. Ciò che mi aiuta è lo scatto una volta ottenuto il giusto ritmo, lì è difficile battermi».
Il futuro sportivo di Elena si prospetta roseo e ricco di ulteriori trionfi, in primis la recentissima convocazione alla XX Edizione dei Giochi del Mediterraneo, al via dal 21 agosto: « Tra i progetti futuri che ho in serbo, sicuramente prendermi qualche giorno di pausa per recuperare tutti gli sforzi a cui sono stata sottoposta. Vi annuncio che sono stata ufficialmente convocata per i Giochi del Mediterraneo il prossimo mese a Taranto, essere presenti ad un evento di tale rilevanza sarà appagante. Per quanto riguarda l’Europeo a Birmingham di metà agosto, io ancora ci spero, vediamo quando eventualmente arriverà la chiamata, restiamo in attesa. Spetterà sempre a me, in futuro, decidere dove specializzarmi tra resistenza e velocità. In questo momento, i 200 mt sembrano la specialità che mi si addice di più».

In chiusura, Elena si congeda lanciando un messaggio di speranza e buon auspicio verso tutti coloro che sperano di tagliare qualche traguardo importante in pista, come nella vita. Le parole dell’atleta veronese risultano un manifesto autentico di lealtà e sana competizione all’interno dell’universo sportivo nazionale: «A tutti quei ragazzi che aspirano a sfondare nel mondo dell’atletica, dico che ci saranno sempre momenti positivi e altri negativi. Il timore di qualche insuccesso non devono spingervi a mollare. Spesso la sfida più grande è con sé stessi, perciò bisogna crederci sempre, e soprattutto scegliere quello sport o quella specialità che vi fa divertire, non che diventi un peso. Ammirate chi lavora duramente sul campo, o in pista, giornalmente, perché per raggiungere il successo bisogna sottoporsi a duri sforzi, fisici ed emotivi.  Anche io mi ero immaginata di vincere l’oro lo scorso weekend, ma aver conquistato il terzo posto mi ha comunque permesso di uscire con il sorriso, pienamente orgogliosa di quanto ottenuto».

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