Atletica Leggera
Campionati Italiani Juniores e Promesse
di Pietro Perbellini
Ph: foto Grana/Fidal

È mancato solo l’alloro più prestigioso per poter definire la spedizione di Grosseto un completo trionfo, in ogni caso l’atletica scaligera ne esce fortemente galvanizzata. Cinque le medaglie ottenute dai rappresentanti delle società veronesi: un argento e quattro bronzi.

Agnese Carcano (Atletica Vr Asd Pindemonte) è salita sul secondo gradino del podio nei 5000m promesse, correndo in 16’52”46. L’atleta, nonostante sia stata superata a pochi metri dal traguardo, non si recrimina nulla: «Sono contenta di come ho gestito la gara. Sapevo di non essere velocissima in caso di arrivo in volata; quindi, mi sono messa in testa al gruppo per impostare un ritmo alto, in modo da stancare le avversarie. Nel finale sono stata superata negli ultimi metri ma ormai avevo dato tutto. La stagione all’aperto non era partita nel migliore dei modi: in aprile ho avuto uno stop per problemi fisici che, paradossalmente, mi ha consentito di arrivare più fresca per questo appuntamento.» La Carcano, già campionessa nazionale dei 3000 siepi juniores, ha spiegato il motivo per cui ha abbandonato la specialità con le barriere a favore delle distanze piane. «Le siepi mi piacevano, ma dovevo dedicare molto tempo anche all’allenamento tecnico e ora, con l’impegno dell’università, diventa problematico far coincidere tutto. Non dico che i 5000m siano più semplici, ma almeno in allenamento ho meno aspetti da dover curare.» Per Agnese è arrivata anche la convocazione ai Campionati Europei Under 23 che si terranno a Bergen (Norvegia) dal 17 al 20 luglio.

Agnese Carcano impegnata nei 5000m

Una delle medaglie più annunciate era quella di Matilde Prati (Atletica Bovolone), che nei 1500m promesse non ha tradito le attese conquistando un prestigioso bronzo in 4’21”00. La 21enne aveva siglato dieci gironi prima, al Silver Meeting di Zogno, il record personale con 4’17”15, tempo che le vale la prima prestazione nella graduatoria italiana di categoria. Nonostante un po’ di delusione per la mancata vittoria, rimane comunque la soddisfazione di aver agguantato una medaglia in una gara che rappresentava un “terno al lotto” per la presenza di numerose avversarie provviste di ottimi crono in questo 2025. Inoltre, dopo un inverno in cui non ha potuto gareggiare per infortunio, questo risultato è l’ulteriore testimonianza che, effettuando una preparazione senza intoppi, il talento di questa ragazza è fuori discussione. Grazie a questo risultato, Matilde è stata convocata in Nazionale per gli Europei U23 di Bergen. Si tratta di un’enorme soddisfazione per questa atleta che, come la Carcano, ha già vestito in passato la maglia azzurra di categoria.

Col numero 400 Matilde Prati

L’Atletica Bovolone si è aggiudicata un’ulteriore medaglia nel salto in alto promesse grazie a Marcello Donadoni, felicissimo per l’ennesimo piazzamento tra i primi tre ai Campionati Italiani. Il saltatore ha valicato l’asticella posta a 2,15m in una gara lunghissima caratterizzata da un caldo soffocante. «Questo risultato mi rende orgoglioso per due motivi: innanzitutto perché è il quarto anno consecutivo che salgo sul podio agli Italiani di categoria, in una specialità in cui ogni anno il livello è altissimo; poi perché nelle gare di questo ultimo periodo la media delle mie prestazioni è cresciuta.» Nessuna recriminazione quindi, anche se si può ancora migliorare qualche aspetto: «Dopo aver saltato i 2,15, con cui ero sicuro di essere sul podio, mi si è staccata la suola della scarpa e ho dovuto chiederla in prestito ad un avversario. Un po’ per questo accidente, un po’ per la certezza di essere medaglia sicura, ho perso per un attimo la concentrazione e non sono più riuscito a recuperarla. Questo è un aspetto su cui dovrò lavorare in futuro. In ogni caso, dopo un inverno fermo ai box per infortunio, essermela giocata fino in fondo è stata un’enorme soddisfazione.» Superando i 2,15m, Marcello ha stabilito il minimo di partecipazione per gli Europei Under 23 di Bergen, anche se non potrà prendervi parte. Marcello, infatti, risulta essere il quarto atleta italiano in graduatoria e a Bergen andranno, purtroppo, i primi tre.

Marcello Donadoni nel salto in alto

La vera sorpresa di questi campionati è stato il terzo posto di Luca Bortolazzi (CUS Verona) nel salto con l’asta, stabilendo il nuovo record personale con 4,85m e migliorandosi in un colpo solo di ben 15cm. Si tratta di un risultato storico per diversi motivi: in primis, è la prima medaglia agli Italiani nella storia della squadra veronese che fa base sulla pista del Gavagnin; in secundis, è il nuovo record veronese assoluto di salto con l’asta. In precedenza, il primato era detenuto in comproprietà, con la misura di 4,80m, da tre atleti: Andrea Nadali, Tommaso Crivellaro e Federico Stevanella. Bortolazzi, studente di Ingegneria Informatica a Padova, ha ottenuto il decisivo salto di qualità quando, due anni fa, ha iniziato ad allenarsi con il gruppo di salto con l’asta della città patavina, potendo usufruire del palazzetto indoor per gli allenamenti invernali. «In allenamento mi ero già testato su quelle misure, quindi sapevo di valerle. A stupirmi però è stato il piazzamento, poiché ero venuto a Grosseto con ambizioni più umili. Col proseguimento della gara, in un tentativo a 4,95m ho anche pensato di farcela… sarà per la prossima volta (ndr, sorride). È importante prendere confidenza con certe quote se si punta a crescere ulteriormente.»

Luca Bortolazzi nel salto con l’asta

La medagliata più giovane della compagine veronese è stata la diciottenne Sofia Gragnato (Fondazione Bentegodi), bronzo nei 100m ostacoli juniores col tempo di 14”25 che, tra l’altro, è anche il nuovo record sociale assoluto di specialità della storica società veronese. La ragazza, proveniente dal vivaio dell’U.S. Intrepida, nell’ultimo anno, incrementando il numero degli allenamenti e introducendo più lavori di forza e di velocità, ha ottenuto un notevole miglioramento. Nonostante abbia ancora il vizietto di assumere precocemente la postura eretta subito dopo la partenza dai blocchi (cosa che, in finale, l’ha portata ad aggredire il primo ostacolo in ultima posizione rispetto alle avversarie), nel prosieguo della gara ha trovato una ritmica perfetta che ha favorito il recupero sulle altre, chiudendo col nuovo record personale. Un risultato perfettibile, dunque, per un’atleta in rampa di lancio e dotata di un’ottima tecnica di passaggio dell’ostacolo.

Sofia Gragnato,a destra, sul podio dei 100m ostacoli

Per dovere di cronaca, merita una menzione d’onore la veronese Alexandrina Mihai, militante nelle Fiamme Oro di Padova, dominatrice dei 10km di marcia nella categoria promesse col record personale di 44’49”54. La prestazione di Grosseto è notevole, considerando la gara in solitaria già dal primo giro e il caldo asfissiante. La Mihai è un atleta di assoluto valore, pronta a raccogliere il testimone della grande tradizione italiana della marcia femminile. Nel corso della stagione la rivedremo sicura protagonista agli Europei Under 23 di Bergen, dove partirà tra le favorite per una medaglia, e successivamente ai Campionati Mondiali di Tokyo.

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