Serie A
Hellas Verona-Roma
di Nicola Sordo
Ph: Francesco Grigolini
La fine di un incubo. Cala (finalmente) il sipario su questa stagione dall’epilogo ormai noto da mesi per il sofferente e comunque irrefrenabile popolo gialloblù. Per l’ultimo saluto alla Serie A, il menù offre la sfida contro la Roma di Gasperini che, differentemente da quella di Sammarco, arriva al Bentegodi con il coltello tra i denti per coronare il tanto agognato ritorno in Champions League dopo sette anni.
Hellas Verona – Roma 0-2 (0-0)
Hellas Verona (3-5-1-1): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali, Akpa Akpro, Lovric, Harroui, Frese; Suslov; Bowie
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Hermoso, Ghilardi; Celik, Pisilli, Cristante, Rensch; Soule, Dybala; Malen
Direzione di gara: Sozza di Seregno con M.Rossi e Laudato
Reti:
Ammoniti: Valentini, Lovric, Ziolkowski
Espulso: Valentini (HV) al 5’st

La pressione è tutta sui giallorossi e si vede. La squadra di Gasperini viene sorpresa dall’avvio rabbioso dell’Hellas che, come spesso accade, aggredisce la partita con grande foga. Nemmeno 15 secondi sono trascorsi quando i gialloblù bussano alla porta di Svilar premendo sull’asse Suslov – Bowie. Il tiro dell’attaccante scozzese viene bloccato dall’estremo difensore capitolino. Mentre gli incresciosi fatti di Torino pongono interrogativi sulla corsa Champions, la Roma prova a svegliare dal torpore i suoi uomini di maggiore qualità. Dybala è il più attivo, oltre che l’unico a tenere sul chi va là Montipò con un mancino arcuato su calcio di punizione. Volo plastico del numero uno gialloblù a deviare la sfera oltre la traversa. Il miracolo di serata però lo compie Svilar, che è a dir poco prodigioso nel respingere il tentativo ravvicinato di Bowie, bravo a liberarsi della marcatura dell’ex Ghilardi, un po’ meno al momento di capitalizzare un’occasione gigantesca.

La ripresa non inizia con le migliori delle premesse. Valentini, già ammonito, stende Dybala al limite dell’area, Sozza è irremovibile e spedisce il difensore gialloblù negli spogliatoi. Di lì a poco la gara prende la piega voluta da Gasperini, confortato anche dal contemporaneo k.o. che il Milan sta maturando con il Cagliari. Il Var assegna un rigore alla Roma, Montipò neutralizza il tiro di Malen ma, per la terza volta in stagione, la sua parata serve solo per le statistiche personali. Subito dopo infatti, lo stesso Malen insacca dopo che il pallone viene rimesso al centro da Dybala. Lo svantaggio numerico non abbatte lo spirito del Verona, che spinge con ancora più convinzione. Soffre invece Gasperini, come denota la sostituzione del neoentrato Ziolkowski dopo l’ammonizione rimediata dal difensore. Alla fine può festeggiare la Roma, che in contropiede chiude i giochi con El Shaarawy. Per il Verona si chiude un capitolo buio di una stagione nefasta, nella speranza che a luglio si riparta con idee, voglia e un progetto serio.
LE PAGELLE (di Davide Migliori)
Montipò 7: Una delle migliori prestazioni della stagione nell’ultima gara. Attento sulla punizione di Dybala, para il rigore su Malen e tiene a galla il Verona nel secondo tempo. Incolpevole sui gol.
Nelsson 5: Conclude la stagione con l’ennesima prestazione povera di mordente e grinta. Sarebbe dovuto essere il leader della retroguardia; tuttavia, è sempre apparso impaurito e disorientato.
Edmundsson 5: Un giocatore tremendamente involuto rispetto al suo arrivo a gennaio. Impacciato e impreciso su ogni lancio lungo da parte degli avversari.
Valentini 5: Espulsione ingenua che lascia la squadra in inferiorità numerica. Fino a quel momento non aveva fatto una brutta partita, però…
Belghali 5,5: Una stagione a due facce. C’è stato un Belghali pre-Coppa d’Africa e uno post-Coppa d’Africa. Il Belghali della seconda parte di stagione non è un giocatore da Serie A, anche se non ci sono dubbi sul fatto che sarà una delle prossime plusvalenze importanti in casa Hellas. (Vermesan S.V.)
Akpa Akpro 6: Instancabile, uomo di corsa; il suo ritorno dall’infortunio è stato prezioso. L’età anagrafica non depone per una sua permanenza il prossimo anno, anche se un giocatore della sua esperienza farebbe comodo in cadetteria.
Harroui 5,5: Il suo ruolo sarebbe quello di mettere la propria qualità a disposizione degli attaccanti e dei compagni in zona gol. Tuttavia, non trova praticamente mai il passaggio decisivo e non riesce nemmeno ad arrivare al tiro con efficacia. (Sarr 5,5: come al solito non incide e non si rende mai pericoloso in zona gol. Un investimento importante per la società la scorsa estate, che non ha rispettato le aspettative).
Lovric 5,5: È un lontano ricordo del meraviglioso regista visto nei suoi migliori anni a Udine. Macchinoso, non fa alcun filtro a centrocampo. (Al Musrati 5,5: sarebbe un giocatore d’ordine in mezzo al campo, ma risulta impalpabile e sostanzialmente superfluo).
Frese 5,5: Non partecipa alla fase offensiva e non mette in mostra le proprie qualità balistiche. Da lui sarebbe importante ripartire il prossimo anno. (Bradaric S.V.)
Suslov 5,5: Troppo confusionario e poco incisivo. Ha però la cattiveria e la leadership necessarie per essere il faro del Verona del futuro. (Bella Kotchap 6: entra a partita già compromessa, sotto di un gol e di un uomo).
Bowie 5: Si divora il gol del possibile vantaggio a tu per tu con Svilar e causa il rigore che sblocca la gara. Nonostante un’ultima prestazione deludente, sarebbe fondamentale ripartire da lui. Non sarà facile trattenerlo.
Sammarco 6: Il Verona ha onorato il campionato fino all’ultimo minuto, nonostante una retrocessione segnata da mesi. Un’esperienza densa di difficoltà e sfide sulla panchina veronese, che sarà sicuramente preziosa per il suo futuro.

è nato a Legnago l’8 maggio 1995.
Laureato in Editoria e Giornalismo, collabora con la testata Giovanisport con la quale ha conseguito l’Iscrizione all’Albo dei Giornalisti.
Da agosto 2025 viene nominato Direttore Responsabile della testata Giovanisport.
E’ Addetto Stampa dell’Asd Villafranca.


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