Serie A
Hellas Verona-Napoli
di Nicola Sordo
Ph: Francesco Grigolini

Un destino ormai segnato, un campionato da onorare per mantenere e rispettare la dignità dei colori. La classifica è impietosa e neanche nel più ottimistico degli scenari la squadra del fu Zanetti e oggi di Sammarco avrebbe concrete possibilità di salvarsi dall’inevitabile epilogo.
L’avversario di serata è quel Napoli che un anno e mezzo fa era caduto rovinosamente qui al Bentegodi all’esordio in azzurro di Antonio Conte, inebriando il popolo gialloblù con la vana illusione di una stagione trionfale conclusasi poi con una salvezza sofferta all’ultima giornata.

Hellas Verona – Napoli 1-2 (0-1)

Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Edumndsson, Nelsson, Bella Kotchap (10’st Frese); Oyegoke (25’st Suslov), Akpa Akpro (37’st Niasse), Gagliardini, Harroui (37’st Slotsager), Bradaric; Bowie, Sarr (10’st Mosquera).

Napoli (3-4-2-1): Meret; Beukema, Buongiorno, Juan Jesus; Politano (33’st Mazzocchi), Lobotka (23’st Gilmour), Elmas, Spinazzola (7’st Gutierrez); Alisson Santos (23’st Lukaku), Vergara (33’st Giovane); Hojlund

Direzione di gara: Colombo con Dei Giudici e Rossi
Reti: 2’pt Hojlund (N); 19’st Akpa Akpro (V), 51’st Lukaku
Ammoniti: Akpa Akpro (V), Vergara (N), Elmas (N), Suslov (V), Harroui (V), Juan Jesus (N), Lukaku (N)

Se il buongiorno si vede dal mattino, le premesse al Bentegodi sono tutt’altro che incoraggianti. Non passano neanche 120 secondi quando Hojlund, in seguito ad una spizzata sul primo palo, colpisce di testa facendo partire una traiettoria arcuata, apparentemente innocua ma estremamente insidiosa. La palla infatti bacia la parte interna del palo e si insacca nonostante l’estremo allungo di Montipò. Subito una batosta per un Verona già fragile di suo. La compagine di Conte si limita ad amministrare il possesso cercando il varco giusto, regalando qualche sussulto a Montipò con un paio di conclusioni dalla distanza. I conclamati e conosciuti limiti dei gialloblù impediscono invece alla squadra di Sammarco di impensierire anche minimamente Meret. Tra i gialloblù si mette in mostra Edmundsson, e non solo per il salvataggio quasi sulla linea che alla mezz’ora smorza sul nascere la gioia della doppietta per Hojlund. Il difensore faroese si fa apprezzare anche in fase offensiva dove, al netto di qualche imprecisione tecnica, è di fatto l’unico che nel primo tempo prova a valicare il muro partenopeo innescando due ripartenze e mettendo un paio di cross interessanti. Poco altro nella prima frazione, da contorno il sempre assordante tifo del Bentegodi, la cui curva sembra tutt’altro che quella di una squadra a un passo dalla retrocessione.

Nel secondo tempo il Verona mette in campo quello spirito che da tempo non si vedeva. Superiore tecnicamente il Napoli, e non potrebbe essere altrimenti, l’atteggiamento dei gialloblù fa però infiammare il Bentegodi. Gli ospiti iniziano a risentire del dispendio energetico e allora la squadra di Sammarco azzanna la preda. Corner da sinistra, palla respinta e staffilata di Akpa Akpro: Meret, ingannato anche da una deviazione, non ci arriva, esplode il Bentegodi. Conte non vuole saperne di uscire da Verona senza i tre punti, dentro anche Lukaku per formare insieme ad Hojlund un tandem d’attacco che da solo costerebbe una dozzina di volte il valore di tutta la rosa gialloblù.
Eppure è il Verona ad andare vicino al gol della rinascita, ci provano Bowie e Gagliardini senza esito, mentre Mosquera cestina un ghiotto contropiede.
All’ultimo pallone giocabile, la beffa: cross di Giovane e girata vincente di Lukaku. È una stagione maledetta.
Al triplice fischio applausi convinti e meritati da tutto il Bentegodi, i primi dopo tanti fischi. 

PAGELLE

Montipò 5,5: non irresistibile in occasione dei due gol;

Bella Kotchap 6: prestazione ordinata senza sbavature contro un cliente scomodo come Hojlund, prima dell’infortunio che lo costringe alla resa (10’st Frese 6: relegato alla fase difensiva, non sfigura);

Nelsson 6: si disimpegna bene nella direzione della retroguardia;

Edmundsson 7: il migliore là dietro, nel primo tempo salva un gol già fatto e anestetizza Politano, utile anche in transizione e nella metà campo avversaria;

Oyegoke 6: si vede poco davanti, contiene bene su Spinazzola, esce stremato (25’st Suslov 6: sufficienza sulla fiducia, non gli si può chiedere la luna dopo l’infortunio dal quale è appena rientrato);

Akpa Akpro 7,5: quasi eroico. Magari non esteticamente impeccabile, ma aggiunge dinamismo al centrocampo gialloblù e realizza il gol dell’1-1. Gioca gran parte della ripresa con i crampi, esce tra gli applausi (37’st Niasse sv);

Gagliardini 6: tocca tanti palloni, pur non sempre puliti, e si rende utile in fase di interdizione;

Harroui 5: unica nota stonata dello spartito, sempre nascosto e mai nel vivo del gioco. Si fa inoltre sovrastare da Hojlund sul gol dell’1-0 (37’st Slotsager sv);

Bradaric 6: meno appariscente sugli ultimi 20 metri, ma la sua principale mansione è limitare il binario di destra degli azzurri;

Bowie 5,5: ancora oggetto misterioso, fa a sportellate là davanti ma non riesce mai a pungere;

Sarr 5: sbaglia quasi ogni pallone toccato, facendo spazientire il Bentegodi (10’st Mosquera 5: non cambia la sinfonia, alla quale aggiunge un contropiede cestinato che grida ancora vendetta);

Sammarco 6,5: il gol dopo un minuto e mezzo getta all’ortiche il piano gara, ha il merito di tenere alta la guardia e trascinare la squadra in una prestazione quasi commuovente. Ottima risposta dal gruppo, si può retrocedere ma gli applausi del Bentegodi testimoniano come la strada da percorrere sia questa.

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